Lo sport post Covid-19: un’occasione per innovare

L’uscita di questo secondo numero di Quaderni di Sport del Centro Studi Cgfs avviene in concomitanza con la prima, limitata, riapertura delle attività sportive dopo la sospensione dovuta all’emergenza sanitaria.

Il periodo di forzata inattività ha paradossalmente generato un acceso dibattito intorno alle dinamiche dello sport, ai suoi irrisolti e mai affrontati problemi, favorendo riflessioni più ampie e profonde rispetto a quelle a cui normalmente si assiste.

Riflessioni e argomenti di discussione che già nell’ambito della ricerca del Cgfs erano state affrontati, ma che con l’emergenza Covid 19 dovranno essere rilanciati con maggiore forza, all’esterno, verso tutte le realtà del mondo sportivo, siano esse le società e i loro dirigenti, gli sportivi e le loro famiglie, le amministrazioni pubbliche e le federazioni sportive.

In questa fase nelle società sportive, nelle amministrazioni pubbliche e nelle federazioni sportive predominano le preoccupazioni legate alle conseguenze economiche del forzato stop delle attività.

Sicuramente questo è un problema contingente ma reale che deve essere affrontato in maniera concreta, dovendo le figure istituzionali dare risposte alle esigenze di sopravvivenza di molte realtà sportive.

Le difficoltà del momento, tuttavia, non sono dovute soltanto all’emergenza sanitaria, ma hanno origini ben più profonde che derivano da una politica dello sport che da decenni trascura gli aspetti della formazione, della cultura e dell’innovazione o, perlomeno, tratta questi fondamentali elementi senza una progettualità di sistema.

Il rischio è che l’attenzione sia rivolta soltanto all’emergenza del momento, e che si perda l’occasione di ripensare allo sport in un’ottica di progettualità rivolta all’innovazione e alla formazione.

Sicuramente le istituzioni dovranno trovare soluzioni per consentire alle società sportive di ripartire nelle proprie attività se non ripristinando le condizioni economiche pre pandemia, almeno riducendo in maniera significativa i danni prodotti dallo stop forzato.

Ma ciò non è certo sufficiente, per non tornare in una situazione in cui ogni società è impegnata a pensare alla propria sopravvivenza, impedendogli di rivolgere lo sguardo oltre, verso il futuro.

Penso a un futuro dove le politiche statali, regionali e locali investano seriamente nella cultura dello sport, progettando e innovando in cultura ricerca e formazione, precedendo i problemi e senza limitarsi, nel migliore dei casi, ad affrontarli in situazione emergenziale.

Spero che le società sportive siano in grado di fare sistema interagendo tra di loro, dandosi obbiettivi e strumenti comuni in tema di competenze, di formazione dei propri dirigenti e di attenzione non solo agli aspetti sociali dell’attività sportiva ma anche a quelli culturali dei ragazzi e delle loro famiglie – con particolare riferimento alla fase dell’avviamento – e del loro sviluppo ed equilibrio psico-fisico.

Il Cgfs, con il progetto Prato dove lo Sport è cultura di cui si è fatto promotore, intende aprirsi al mondo dello sport nel senso sopra indicato, offrendo ai diversi attori una piattaforma comune su cui lavorare, con l’obbiettivo di trovare percorsi di condivisione e confronto intorno alle cinque linee guida che si è posto: informare, formare, ricercare, innovare e documentare.

Solo lavorando insieme sarà possibile guardare al futuro dello sport, altrimenti destinato a rimanere confinato in piccoli orti e orticelli che magari qualche volta potranno anche produrre bei frutti, ma che solo pochi potranno gustare, senza tuttavia rimanerne sazi.

Un saluto cordiale
Gabriele Grifasi
Presidente ASD CGFS

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